Una svapostoria di ordinaria follia

Oggi vi racconto una storia.

La storia di quanto sia difficile la vita di un piccolo imprenditore in questo Paese. La storia di come un negozio, tra mille difficoltà, possa diventare il capro espiatorio di un intero settore commerciale. La storia di uno svapatore.

Si, perchè questa storia parte circa 7 anni fa, quando mi avvicinai per la prima volta al mondo delle sigarette elettroniche, e mi accorsi subito del potenziale del prodotto, nonostante i primi vaporizzatori, e chi svapa da tanto tempo lo sa bene, fossero lontani anni luce dagli standard attuali.

A pochi mesi dalla mia prima inalazione di vapore decisi che mi sarei buttato a capofitto, come molti piccoli imprenditori prima e dopo di me, in quest’avventura che avrebbe rappresentato croce e delizia di questi miei ultimi anni lavorativi. Ho intrapreso questo percorso perchè mi illudevo che avrei aiutato tante persone a smettere di fumare, e mi illudo ancora oggi di esserci riuscito, così come sono riuscito io per primo a chiudere con le bionde. Ma non immaginavo nemmeno lontanamente quanti ostacoli avrei incontrato durante il mio percorso lavorativo. Inutile riassumere tutte le leggi contrarie ai prodotti “a rischio ridotto”, come vengono chiamati spesso gli inalatori personali. Ed inutile ribadire in questa sede quanto efficaci, e sono numerosi studi a dimostrarlo, non io a dirlo, si stiano dimostrando i nostri prodotti nella lotta al tabagismo, quantomeno in un’ottica di riduzione del danno, visto che tutti gli altri innumerevoli strumenti si sono rivelati del tutto inutili.

Non mi sono mai sentito un eroe, ma sempre e soltanto una persona fortunata, poichè sono riuscito a smettere di fumare con un percorso che mi è piaciuto e che è diventato il mio lavoro, uno dei miei hobby e parte della mia vita e, quando mi è stato possibile, ho provato a condividere la mia esperienza con tanti svapatori in giro per il nostro Bel Paese.

Ma questo nostro Paese non si è mai dimostrato clemente verso il nostro piccolo settore che provava e prova ancora a diventare grande e maturo. E, senza farne un discorso dietrologico e senza nominare fantomatici poteri forti, molti di noi sono riusciti a sopravvivere fino ad oggi, e continuiamo a navigare in acque tormentate perchè da anni speriamo che “arriveranno tempi migliori”. Perchè in altri Paesi i tempi migliori sono già il presente, in Inghilterra lo svapo è una realtà con un deciso supporto governativo, non un settore di nicchia sempre sull’orlo di precipitare in un baratro e sparire dai radar.

Ma torniamo alla mia storia. La storia più recente, dell’ultimo anno. Si, perchè poco più di un anno fa, in un periodo in cui le leggi non promettevano nulla di buono e diventava sempre più difficile tirare avanti, quando tanti colleghi continuavano a chiudere io decidevo di insistere, anzi di continuare a investire tutto mio tempo e le mie risorse in una nuova avventura, il lancio del sito internet per la vendita online dei prodotti da svapo.

Per far ciò avevo creato una nuova società, una s.r.l., ed allestito un locale vicino al mio attuale negozio ad uso ufficio/deposito, per organizzare comodamente le spedizioni e per poter lavorare in tranquillità sul sito.

Ma le cose non vanno sempre come ci si aspetta, ed a giugno del 2018 ho subito un furto con scasso durante il quale hanno sottratto una parte della merce destinata alla vendita, forzando l’ingresso e facendo grossi danni ai muri ed alle porte d’accesso.

Morale a terra, per me che non avevo mai sperimentato qualsosa di simile è stato un trauma, e non vi nascondo che in più di un momento ho iniziato a pensare che fosse il caso di lasciar perdere, di chiudere con questo mestiere e di dedicarmi ad altro.

Ma alla fine, anche grazie al supporto del mondo dello svapo, colleghi e clienti, mi sono rimboccato le maniche ed ho perseverato, ricominciando come e più di prima a dedicarmi al nostro settore, lavorando sempre di più sul sito per cercare di farlo decollare.

Ad un anno di distanza le cose proseguivano, tra alti e bassi, chi lavora nel mio settore lo sa bene, non siamo certamente in uno dei periodi migliori, nonostante le leggi più recenti avrebbero, almeno in teoria, dovuto rilanciarlo.

Ma le leggi a quanto pare in questo settore non vanno d’accordo con chi dovrebbe farle rispettare, ed adesso vi illustrerò il perchè:

è di questi giorni infatti la mia ultima disavventura. Forse non è il modo esatto di chiamarla, visto che per quanto mi riguarda si tratta di una cosa di una gravità inaudita per quella che è la mia storia personale e professionale.

Ho ricevuto nei locali ad uso uffico/deposito sede della società Senza Filtro srl, di cui sono socio unico e titolare, una visita che, almeno da quel che mi è stato possibile capire, non rappresenta la normale visita di controllo a cui tanti miei colleghi negli anni si sono abituati. Si, perchè per visitare la mia sede aziendale che, premetto, non è un deposito fiscale e non è, a differenza del negozio aperto al pubblico, dotato di patentino AAMS – chiunque poteva verificare che sul sito Senza Filtro non fosse presente alcun liquido contenente nicotina nè alcun liquido premiscelato, ma solo prodotti che non richiedono alcuna autorizzazione aams, quindi hardware (atomizzatori, starter kit, battery box, batterie ecc) , accessori per lo svapo ed aromi concentrati – si è presentata una squadra di 4 persone, due delle quali facevano parte della Guardia di Finanza e due dell’AAMS, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Queste persone sono state nei locali della mia società nella giornata del 16 Luglio dalle 10 di mattina alle 23 di sera circa per controllare ogni singolo anfratto di una postazione chiusa al pubblico e nella quale passo la maggior parte delle mie ore lavorative (e non solo). Quindi mi hanno contestato di avere, oltre ai prodotti in vendita sul sito, confezioni di liquidi aperte. Cioè, io svapo da 7 anni, avrò consumato decine di litri di prodotti, esco di casa mediamente con 4/5 sigarette elettroniche ed un borsello con almeno 2/300 ml di liquidi e questi signori hanno trovato strano, anzi a loro è venuto il dubbio che il mio angolo di svapo, come molti di voi probabilmente avete nelle vostre case, fosse una zona adibita alla preparazione illegale di prodotti per la vendita al pubblico. Qualche bottiglia vuota – si, non è un mio errore, hanno sequestrato diverse bottiglie vuote indicando bottiglie con “tracce di prodotto” – e qualche centinaio di ml di liquidi, tra premiscelati e preparati da me, sono una cosa strana. Senza contare che, e chiunque abbia un negozio di sigarette elettroniche potrà confermarlo, avevo diverse bottiglie di liquidi scaduti o bottiglie di liquidi pronti di clienti che, dopo l’acquisto, accortisi che i liquidi non fossero di loro gradimento, me li hanno riportati… ed erano, come tutto il resto del materiale escludendo qualche confezione per uso personale, in attesa di smaltimento come rifiuti speciali tramite apposita azienda di smaltimento (si, smaltire prodotti tossici a norma di legge comporta dei costi onerosi che in questo momento non posso sopportare, ma evidentemente avrei fatto meglio a svuotare il tutto nel cesso come sicuramente qualcuno fa già…).

So con certezza che molti di voi che mi leggete, perchè vedo quotidianamente le vostre foto nei gruppi Facebook, avete postazioni da svapo che farebbero impallidire negozi ben più grandi nel mio. Comunque, torniamo nel merito… Prodotti per uso personale e molti prodotti scaduti che, per mia eccessiva coscienza ecologista, non avevo smaltito come fanno in tanti nel lavandino o nei normali cassonetti, ma avevo accumulato in attesa di contattare un’azienda specializzata in rifiuti speciali, sono stati oggetto di un sequestro e di una sanzione amministrativa. Si, certo, io sono stato senza ombra di dubbio ingenuo a trattare il mio luogo di lavoro, la sede legale di una S.R.L., in cui passo spesso più di 10 ore al giorno, come un luogo privato ed ammetto di essere colpevole di eccessiva “leggerezza”, mea maxima culpa, anche se è venuto fuori che, se avessero voluto farmi un controllo più approfondito, avrebbero potuto perquisire anche il mio borsello con il quale sono arrivato e sequestrarmi anche quei prodotti, perchè non facevano parte dei prodotti destinati alla vendita. Quindi attenti, se siete rivenditori di orologi Tissot e, ad un controllo della finanza vi trovano un Rolex al polso, sappiate che in teoria potrebbero portarvelo via, perchè dove lavorate non potete avere nemmeno per uso personale prodotti che non siano perfettamente inventariati e fatturati alla vostra azienda… Sarei stato disposto senza alcun problema ad accollarmi una sanzione amministrativa per aver detenuto prodotti per i quali la srl non detiene autorizzazioni (anche se si tratta per lo più di prodotti accumulati nel negozio che è dotato di autorizzazione AAMS per prodotti contenenti nicotina, ma avendo il mio negozio circa 20mq di superficie vi lascio immaginare quanto poco spazio ci sia, per cui accumulavo i prodotti da smaltire nei locali della srl per una mera questione di spazio).

Ma questa della sanzione amministrativa era giusto una premessa, perchè quello che sto per dirvi vi farà capire davvero la gravità della situazione ed il tono della mia presenzazione iniziale, il mio essermi autodefinito capro espiatorio.

Adesso non vorrei che pensaste che il mio è vittimismo, magari quel che è successo a me succede regolarmente in tutta italia quotidianamente nel nostro settore, ma una cosa la so con certezza: la squadra di membri della guardia di finanza ed aams che effettua un controllo così certosino è, almeno dalle mie parti, una novità assoluta, tant’è che le persone che si sono presentate da me chiaramente non si conoscevano tra loro (più volte hanno chiesto i rispettivi nomi in mia presenza) ed erano, per loro stessa ammissione, alla loro prima “indagine” di questo tipo.

Però se ad altri colleghi è successo quel che è successo a me è bene che si facciano sentire, perchè io in questo momento mi sento molto solo e sconfortato.

Nei miei confronti il giorno 16 luglio è stato aperto un procedimento penale ed è stato effettuato un sequestro penale. Si, avete capito bene, nel momento in cui vi scrivo io, da bravo cittadino ecologista ed incensurato, sono sottoposto ad indagini preliminari per i reati di cui presto vi darò maggiori dettagli. Ma vi anticipo subito che il sequestro ed il procedimento nei miei confronti e nei confronti della mia azienda non è stato effettuato per prodotti di contrabbando. Nè perchè trattavo la cannabis sativa, o erba light o come la volete chiamare, non ho mai trattato nulla di tutto ciò. Mi ritrovo sotto indagine penale perchè… sono anche in difficoltà a dirlo, credetemi, è davvero difficile… ma è giusto che tutti lo sappiano! Perchè sull’hardware da svapo presente nel mio locale e sul mio sito non è, a detta dei membri della guardia di finanza, presente un’etichettatura ed una marchiatura CE corretta!! Avete capito? E’ chiaro quel che sto dicendo? Sugli atomizzatori, sugli starter kit, sulle resistenze di ricambio e sulle battery box più diffuse di Aspire, Eleaf, Joyetech, Innokin, Geekvape, Vandy Vape, Sx Mini, Wismec, Justfog e su tutti i prodotti che – sfido chiunque a provare il contrario – qualsiasi negozio di sigarette elettroniche non franchising tratta e che sono diffusi in tutto il mondo in maniera capillare, che alla fine costituiscono la base imprescindibile per la nostra attività, su tutto senza alcuna distinzione c’è una marchiatura non a norma.

Quindi amici sappiate che tutti voi che entrate in un qualsiasi negozio di sigaretta elettronica state acquistando merce contraffatta, e voi colleghi sappiate che siete tutti perseguibili penalmente per i seguenti reati:

Art. 470 cp:

Vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione

Chiunque, fuori dei casi di concorso nei reati preveduti dagli articoli precedenti , pone in vendita o acquista cose sulle quali siano le impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione, soggiace alle pene rispettivamente stabilite per i detti reati.

Art. 515 cp:

Frode nell’esercizio del commercio

Chiunque, nell’esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita , è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a duemilasessantacinque euro.

Art. 517 cp:

Vendita di prodotti industriali con segni mendaci

Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell’ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti a indurre in inganno il compratore sull’origine, provenienza o qualità dell’opera o del prodotto, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a ventimila euro.

Praticamente vendere prodotti originali dei principali marchi da svapo a livello mondiale – Innokin, Aspire, Joyetech, Eleaf, solo per citare nuovamente i più conosciuti – fa di me (e quindi di chiunque venda gli stessi prodotti) un criminale, come se, invece che acquistare prodotti con regolare fattura da tutti i principali distributori italiani ed europei, io fossi in uno scantinato a preparare cloni e prodotti contraffatti da immettere in vendita illegalmente, o cercassi di truffare coloro i quali hanno effettuato ordini sul sito inviando loro prodotti diversi da quelli acquistati.

Senza contare che gli stessi identici prodotti sono presenti nel punto vendita aperto al pubblico nel quale, in questi 6 anni e mezzo di attività, ho ricevuto ben 6 visite dei NAS che li hanno ripetutamente controllati senza rilevare alcun problema… allora mie care forze dell’ordine fatemi il favore di mettervi d’accordo, perchè se tutte le sigarette elettroniche in commercio in italia e nel mondo sono illegali allora chiudete subito gli altri 3000 negozi e distributori presenti sul territorio nazionale (non me ne vogliano i colleghi, non è di certo quello che auspico…), in caso contrario c’è qualcosa che non va, non riesco ad accettare di essere l’unico a pagare per aver svolto correttamente il proprio lavoro. Si, correttamente, come molti altri colleghi in tutta Italia fanno, nonostante il nostro sia sempre stato un settore invaso da improvvisati, cantinari, gente che non ha idea di cosa sia una partita iva che da anni vende regolarmente prodotti da svapo su gruppi facebook davanti agli occhi di tutti, e che tutti conoscono.

Sono passati diversi giorni dal fatto, in tanti mi hanno scritto o hanno chiesto in negozio come mai il sito fosse ancora in modalità manutenzione, ed ho allora deciso di raccontarvi nei dettagli il motivo, in modo che non debba continuare a dire bugie ed a raccontare che stiamo avendo problemi tecnici.

La verità è che il sito è in manutenzione perchè un negozio online di sigarette elettroniche non può stare online senza nemmeno una sigaretta elettronica disponibile. Si, nemmeno una, se escludiamo un singolo kit di Sigaretta Elettronica Blu (dite che sia un caso che l’unico prodotto che, secondo loro, rispetta le norme sia quello facente capo ad una multinazionale americana regolarmente in vendita nelle tabaccherie mentre tutti i prodotti da svapo di produzione cinese venduti nei negozi di sigarette elettroniche non lo sono?), che a detta loro era l’unico a norma di legge, TUTTI i kit, TUTTI gli atomizzatori, TUTTE le resistenze, TUTTE le battery box e TUTTI i caricabatteria sono stati sottoposti a sequestro penale.

Posso secondo voi rimettere online un negozio di sigarette elettroniche senza avere disponibile nemmeno un kit, un atomizzatore, una resistenza di ricambio? Certo, ci sono tutti gli aromi e qualche accessorio, drip tip, vetrini, cover… ma sarebbe assurdo che non ci fosse nemmeno uno dei prodotti per cui possa chiamarsi appunto negozio di sigarette elettroniche!

A questo punto questo mio sfogo diventa anche un possibile saluto, si, perchè il sito è in manutenzione da troppi giorni, e quindi se anche dovessi decidere di rimetterlo online avrei comunque perso tutto il lavoro svolto nell’ultimo anno per “posizionarlo”, cioè per fare in modo che chi cerca su google uno dei prodotti che vendo lo trovi. Come potrei però aver voglia di continuare a lottare per questo settore in cui pure vorrei continuare a credere? Il lavoro che sto svolgendo da più di un anno e che finalmente iniziava a portare i primi frutti è praticamente del tutto sprecato (e chiunque si occupi di SEO – l’ottimizzazione per i motori di ricerca, quindi il migliorare la visibilità di un sito – ve lo potrà confermare), mi hanno fatto un danno economico che in questo momento non mi permette di rialzarmi, ed in più a tutto ciò si aggiunge il fatto che ho un’indagine penale, un sequestro penale ed un sequestro amministrativo in corso e dovrò anche pagarmi un avvocato penalista per aver venduto dei normalissimi kit originali delle migliori marche di sigarette elettroniche.

Sono sempre più deciso di lasciar perdere, a malincuore, questo settore, per ora chiudendo in maniera definitiva questo sito, e poi vedremo cosa deciderò per il futuro, sinceramente se vendere sigarette elettroniche deve comportare rischi così alti vorrà dire che cambierò mestiere. Pensate che, tra le altre cose, ero anche in procinto di inoltrare la richiesta per aprire un deposito fiscale e poter inserire liquidi pronti sul sito, ma, per come si sono messe le cose, con un procedimento penale in corso, non ne ho più nemmeno i requisiti morali.

Insomma, sono qui per salutarvi, per ringraziare tutti quelli che, in questi anni, sul nostro sito e nel negozio fisico, ci hanno dato fiducia, sono diventati nostri amici, hanno condiviso con noi le loro esperienze di svapo, hanno passato anche solo una piccola parte della loro vita in nostra compagnia.

Non so se qualcuno di voi sia riuscito ad arrivare alla fine di questa lettura, ma in caso affermativo a quei pochi che ci siano riusciti adesso chiedo:

Voi al posto mio che fareste? Ve la sentireste di continuare a lottare per un settore che vi ha trattato in questo modo?

Mi scuso anche con i tanti distributori da cui mi rifornisco e con i colleghi per non aver pubblicizzato prima questa situazione, ma mettetevi al mio posto, in questo momento devo tutelare prima di tutto la mia persona da accuse gravi e infondate.

Io sinceramente in questo momento sento di aver esaurito le forze, tantopiù considerando che non ne va solo del mio futuro lavorativo, ma anche del mio futuro come cittadino di questo paese (il minuscolo in questo caso non è casuale), che rischia di ricevere una condanna e di vedersi sporcare la propria fedina penale per aver venduto sigarette elettroniche originali…

Sono sempre stato una persona riservata, anche in questo settore ho conosciuto personalmente pochi di voi, e, nonostante sia per lavoro da anni su Facebook, ho pubblicato pochissimo e parlato con pochissime persone, probabilmente la maggior parte dei distributori da cui acquisto non hanno mai visto la mia faccia e non mi piace pubblicizzare mai la mia attività… in questo momento però, a prescindere da quel che deciderò personalmente per il mio futuro, ho sentito il bisogno di raccontare tutto, non solo per avvisare tutti voi che l’attività di migliaia di persone in Italia con questo precedente è a forte rischio, ma anche perchè è in gioco il futuro stesso dello Svapo, non come business ma come strumento di riduzione del danno che ha salvato dal fumo milioni di persone in tutto il mondo.

Quindi Senza Filtro forse a breve non esisterà più, ma chi vuole può condividere questo mio sfogo in modo che più persone, blogger, gruppi facebook, associazioni di categoria, distributori, produttori e semplici appassionati di svapo sappiano cosa è successo, perchè una cosa del genere non si ripeta. Chiedo soltanto a chi deciderà di condividerlo per intero o in parte di citarne la fonte, e cioè il sito www.senzafiltro.shop.

Andrea Balducci
Senza Filtro srl
info@senzafiltro.shop
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